POEMI EPICI: Iliade, Odissea, Eneide
Omero poeta greco (VIII secolo a.C.), storicamente identificato come l'autore dell'Iliade e dell'Odissea, i due massimi poemi epici della letteratura greca.
L'esistenza di Omero non è mai stata storicamente accertata.
Secondo la tradizione, Omero sarebbe stato un cantore cieco, viaggiò molto per le corti delle città greche raccontando le sue storie. La cecità, nell'antica Grecia, era sinonimo di chiaroveggenza e di vicinanza con le muse. Non possedere la vista avrebbe infatti sviluppato saggezza e sensibilità.
L'Iliade è il poema epico dedicato alla storia della conquista della città di Troia da parte dei greci, gli achei.
La vicenda ha inizio sull'Olimpo, il monte sacro della mitologia greca dove vivevano gli dei.
Eris, dea della discordia, non viene invitata alle nozze fra Peleo e Teti. Per ripicca, il giorno del banchetto si presenta con una mela d'oro, il cosiddetto pomo della discordia, destinato alla più bella: sorge così una disputa fra Afrodite, dea dell'amore, Hera, sposa di Zeus, e Atena, dea della saggezza e della guerra.
Le tre dee stabiliscono che sia Paride, uno dei figli del re di Troia, a dover scegliere la più bella fra le dee. Paride sceglie Afrodite, che come ricompensa fa in modo che Elena, moglie del re di Sparta, Menelao, si innamori di lui: Paride la rapisce e la porta con sé.
E' così che Menelao alleato con il fratello Agamennone, re di Micene, muove guerra a Troia.
Nella spedizione contro Troia voluta da Menelao, re di Sparta per vendicare il rapimento della moglie, combattono al suo fianco Agamennone, Nestore, Diomede, Ulisse, Aiace, Telamonio e Achille.
Anche gli dei si schierano l'uno contro l'altro: dalla parte dei Troiani combattono Ares, Afrodite, e Apollo; dalla parte dei Greci Poseidone, Hermes, Hera, Atena e Zeus.
L'Iliade è costituita da 24 canti che raccontano gli episodi avvenuti proprio nell'ultimo anno di guerra a Troia.
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Il tema di fondo dell'Odissea è la descrizione delle varie avventure capitate a un reduce della guerra di Troia prima di tornare in patria a Itaca, Ulisse (o Odisseo).
La guerra è ormai lontana ed è presente, infatti, solo come ricordo incancellabile nella memoria di chi la visse e di chi aveva persone care impegnate in essa.
Ulisse è stato lontano da Itaca venti anni. Dieci anni di lunghe peripezie, l'eroe dal “multiforme ingegno”, a bordo di una nave fornitagli dal re Alcìnoo, approda a Itaca e, ancora addormentato, viene deposto dai compagni, sulla riva della sua terra amata.
Publio Virgilio Marone, poeta romano, nasce nel 70 a.C. presso Mantova, fu autore di tre opere, tra le più famose e influenti della letteratura latina: le Bucoliche, le Georgiche e l'Eneide. Il sommo poeta amato da Dante.
Considerato uno dei massimi poeti dell'antica Roma, è stato testimone di alcuni cambiamenti cruciali nella storia dell'impero e nelle sue opere ha dimostrato non solo di saper cogliere la sensibilità del suo tempo, ma anche di possedere una profonda conoscenza della retorica (arte di persuadere un uditorio per ottenerne il consenso).
L'Eneide è un poema epico che narra le vicende mitiche dell'eroe troiano Enea, dall'abbandono della sua terra natia all'arrivo nel Lazio, dove fonda una comunità che sarà all'origine di Roma e del popolo romano.
L'opera consta di due parti: nella prima sono narrate le peregrinazioni di Enea da Troia fino all'arrivo in Italia, nella seconda si racconta la lotta sostenuta dell'eroe con il suo popolo per la conquista della nuova patria promessagli dal fato.
Il poema è importante perché ha come scopo l'esortazione indiretta dei romani e della “gens Julia”.
Celebrazione di un ideale maggiore di civiltà e cultura che è per tutti gli uomini: l'Eneide diventa il poema universale e non solo di Roma.
Coordinatore: prof. Fulvio Donnini*, docente di lingua e letteratura italiana e latina